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  • Apocalypse Pride - Un'odissea corale - Virginio Cremona Editore I nostri valori
    Mattia Re

    Apocalypse Pride – Un’odissea corale

    20,00 
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    Anno: 2026
    Rilegatura: brossura
    N. Pagine: 352
    Formato: 14 cm x 20 cm

    Descrizione

    Milano, 21 giugno. Il Pride.
    Fa caldo. La città è satura. Non è una festa, ma una zona di attrito: tra corpi, classi sociali, desideri, ideologie e potere.
    Cinque persone attraversano la giornata. Non sono eroi, non sono simboli, non sono esempi. Sono corpi dentro il presente.
    Cesare consuma ed è consumato. La sua fame non è solo di cibo, ma di fuga, di sensazioni, di qualcosa di innominato e ardente. Guglielmo ferisce senza muovere un dito. L’arroganza gli aderisce addosso come una seconda pelle. Nella sua risata risuonano echi di guerra. Manuele chiede rispetto con l’uniforme e con l’atteggiamento. Venera l’ordine, anche quando tutto intorno a lui crolla, Alessia danza sul bordo del senso. Smonta i simboli, solo per ricomporli nel modo sbagliato.
    E Diana, semplicemente è. Non trattiene nulla, nemmeno se stessa. Il suo silenzio non e assenza: e divinita.
    La giornata va avanti. La città pulsa. Le distanze sociali si toccano. Il desiderio sbatte contro il potere. Nel corso delle ore emergono senza filtri i meccanismi reali del presente: potere, controllo, frustrazione, bisogno di essere visti, bisogno d’amore, voglia di riconoscimento, voglia di approvazione. I soldi, i corpi, l’amore, la rabbia, la paura. La violenza che passa per normalità. Nessun evento li risolve. Li rende solo visibili.
    Qui non c’è una storia da seguire, c’è un momento da attraversare.
    Le voci si alternano, si sovrappongono, si contraddicono, ognuna racconta la propria versione. Nessuno ha ragione, tutti sono dentro.
    Apocalypse Pride – Un’odissea corale è una fotografia secca della società contemporanea. Non giudica, non consola, non indica una via d’uscita. Mostra cosa succede.
    E alla fine rimane una sola, silenziosa domanda: e se lasciare andare l’idea di avere ragione fosse l’unico modo per essere liberi?

    Mattia Re

    Mattia Re nasce a Milano nel 1989. Lavora da anni come maestro di snowboard e tennis, dividendo il suo tempo tra la Svizzera e l’Italia. Appassionato di arte contemporanea, musica e letteratura, collabora con una galleria d’arte in Toscana e torna a Milano per dedicarsi alla scrittura del suo romanzo d’esordio, Apocalypse Pride – Un’odissea corale, un ritratto diretto e senza filtri del presente.

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